L'origine dei confetti | Alessandrapirola.it

L’origine dei confetti

Chicchi dolci di mandorle e zucchero, immancabili durante matrimoni e cerimonie: i confetti.

La parola deriva dal latino, confectum, e significa “preparato, confezionato”.

 

Ma qual è l’origine dei confetti?

 

Sembra che già nell’antica Roma ci fosse l’usanza di celebrare nascite e matrimoni con della frutta secca avvolta in uno strato di miele, in segno di buon auspicio.

Altre fonti fanno risalire l’origine dei confetti all’impero bizantino, in cui venivano rese meno amare le medicine ricoprendole con un guscio dolce.

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Durante il Medioevo nasce il tradizionale confetto, come lo conosciamo oggi, grazie alle prime importazioni di zucchero dall’India.

La sua fabbricazione ebbe inizio a Sulmona, in Abruzzo, nel XV secolo.

Ma perché, di tanta frutta secca, proprio la mandorla è diventata l’anima dei confetti?

Semplicemente per la facilità di reperimento: il Sud Italia è noto per la produzione ingente di mandorle.

Con il Rinascimento i confetti iniziarono ad essere apprezzati da diversi palati nobili.

Si narra che al matrimonio tra Beatrice d’Este e Ludovico il Moro vennero serviti 300 chicchi dorati e confettati. Da quel momento ad ogni ricevimento di gala era previsto che sui tavoli ci fossero coppe contenenti confetti.

 

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Nel 1700 i confetti divennero meno costosi grazie alla scoperta dello zucchero di barbabietola, più conveniente rispetto a quello di canna.

In questo periodo nacque la pasticceria dolce come la intendiamo oggi ma i confetti non vennero dimenticati.

Al contrario, molti personaggi famosi apprezzavano questi dolci e li menzionarono nei loro scritti: Manzoni, Pascoli, Verga, D’Annunzio, Carducci e Leopardi, ma anche Napoleone, Luigi XIV e la regina Elisabetta.

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La tradizione dei confetti è legata, nello specifico, al matrimonio: al termine del banchetto nuziale gli sposi giravano tra i tavoli con un vassoio d’argento distribuendo i confetti agli ospiti, per augurare felicità, ricchezza e salute.

Da questa usanza nasce, a sua volta, la tradizione della bomboniera nuziale, dal francese bonbon (“dolcetto”). Nata per custodire confetti o dolciumi, una volta vuota veniva usate come portacipria, tabacchiere, portasali.

Oggi la bomboniera è un incarto di tulle e nastrini, contenente i confetti bianchi in numero dispari e omaggiata agli ospiti in segno di riconoscenza e gratitudine.

Scoperte tutte queste tradizioni è facile capire come i confetti giochino un ruolo fondamentale, con un valore simbolico e spirituale.

Ad un ricevimento di matrimonio non possono mancare.

Con il tempo i produttori hanno creato diverse varianti: piccoli, grandi, bianchi o colorati, con gusti differenti.

Negli ultimi anni molti sposi scelgono “la confettata” ovvero il tavolo dedicato interamente ai confetti, diversi in forma e gusto: Personalmente non amo i gusti fruttati e artificiali, suggerisco quindi alle mie coppie di preferire pochi gusti di alta qualità come la frutta secca confettata come nelle immagini qui presenti: pistacchi confettati, nocciole confettate e naturalmente il confetto di mandorla più tradizionale.

Ho scelto di condividere in questo articolo le immagini di un matrimonio svolto alla porte di Roma, dove per il tavolo degustazione confetti era presente la tovaglia di famiglia con una storia davvero autentica.

Ricordatevi sempre che andranno previsti anche dei supporti come sacchettini per permettere agli ospiti di prenderne qualcuno in più e naturalmente posateria adeguata per il servizio.