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Velo da sposa: il significato

Lunghissimo, voluminoso, corto, a voliera, a mantiglia, oppure cortissimo, del tutto anticonformista… ma qual è il significato del velo da sposa?

Le sue origini sono antichissime, risalgono all’antica Roma e al cosiddetto Flammeum: velo leggero, generalmente di colore giallo, arancione o rosso, che veniva indossato dalla sposa durante la celebrazione della cerimonia, in segno di buon auspicio.

 

Spesso veniva adornato da una corona di mirto o di fiori d’arancio, simboli di verginità e di purezza.

 

Lo stesso verbo “nubere”, in epoca romana, significava “sposarsi” e “velarsi”. Il velo comprendeva anche la dextrarum iunctio, durante la quale la mano destra degli sposi veniva velata, in significato di fede.

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Nel Medioevo, invece, il velo nuziale iniziò a cambiare. Venne realizzato in lino e in colori più chiari, fissato a strati sui capelli della sposa con fili d’oro e perle. Aveva una funzione apotropaica: doveva proteggerla dalla cattiva sorte e dagli spiriti maligni.

Con il tempo, in epoca rinascimentale, il matrimonio diventò simbolo dello status sociale di una casata intera. Il velo venne visto come un accessorio unico ed elegante. Doveva essere realizzato in tessuti di pregio: seta, broccato o ermellino; con dettagli d’oro, argento o arricchito da gioielli.

 

Il passaggio decisivo, però, avvenne nel Novecento: abbandonati le credenze e i retaggi del passato, il velo diventò un elemento di decoro, soggetto ai cambiamenti e alle tendenze della moda.

Negli anni ’20, ad esempio, venne realizzato in un unico strato, arricchito da ricami di valore. Di grande tendenza era il cosiddetto Juliet cap veil: un tipo di velo che si ispirava a un copricapo del XVI secolo, composto da una cloche decorata con fiori.

Negli anni ’30 e ’40 iniziò lentamente a semplificarsi e ad accorciarsi, mentre nel corso degli anni ’50 andò di moda in pizzo.

Un punto di rottura avvenne solo negli anni ’80, quando fu considerato un accessorio démodé.

 

Oggi, il velo da sposa, è  considerato un dettaglio romantico.

 

“L’abito fa il matrimonio, ma il velo fa la sposa – spiega Alison Miller, direttrice creativa del marchio Monvieve – è quando indossano il velo che le donne si emozionano. Si rendono conto, in quel momento, di essere future spose” .

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Il velo è indubbiamente un accessorio che completa l’abito in bellezza, e dev’essere in armonia con lo stile scelto.

 

Le regole tradizionali suggeriscono di sceglierlo in base al vestito, ma non c’è mai “un giusto” e “uno sbagliato”: va sempre considerata la figura d’insieme, il tessuto del vestito e valutato il contesto.

Alison Miller consiglia alle sue spose di indossarlo anche per le cerimonie con rito civile.

“L’importante  – afferma – è sentirsi sempre belle e a proprio agio!”.